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dai GIORNALI di OGGI

La disoccupazione Usa supera l'8%

Obama: "Dobbiamo agire e lo faremo" a febbraio le richieste per bancarotta sono aumentate del 37%

Tokyo nuova chiusura in calo, il Nikkei chiude al -3,50%.

2009-03-07

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L'ARGOMENTO DI OGGI

 

CORRIERE della SERA

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2009-03-06

a febbraio le richieste per bancarotta sono aumentate del 37%

La disoccupazione Usa supera l'8%

Obama: "Dobbiamo agire e lo faremo"

Per il terzo mese consecutivo l'economia americana ha perso più di 600mila posti di lavoro: 4,4 milioni dal dicembre 2007

 

WASHINGTON - A febbraio la disoccupazione negli Usa è salita all'8,1%, contro il 7,9% previsto dagli analisti: il dato più alto mai registrato dal dicembre 1983. Persi 651mila posti di lavoro, in linea con la stima media. Nonostante questo la Casa Bianca parla di dati "spaventosi". "Durante questa recessione sono stati persi 4,4 milioni di posti di lavoro: una cifra sbalorditiva - ha detto il presidente Obama -. Abbiamo la responsabilità di agire ed è quello che faremo. Non accetto un futuro di disoccupazione per questo Paese" (video). Il presidente ha assicurato che "non ripeterà le stesse politiche che ci hanno portato in questa situazione" e ha negato che il governo stia assumendo un ruolo preponderante nell'economia. "Stiamo affrontando ogni sfida con azioni coraggiose" ha detto alla cerimonia di laurea di 25 reclute del dipartimento di polizia di Columbus, Ohio. Il presidente ha ricordato che con il piano di stimoli "il 95% dei lavoratori americani otterrà sgravi fiscali".

TERZO MESE CONSECUTIVO - Quanto ai salari medi orari, sempre a febbraio sono aumentati dello 0,2% rispetto a gennaio e del 3,6% rispetto a un anno prima. Per il terzo mese consecutivo, ricorda l'agenzia Bloomberg, l'economia americana ha perso più di 600mila posti di lavoro. Secondo i dati rivisti dal Dipartimento per il Lavoro, nei due mesi precedenti sono stati persi 161mila posti in più di quelli quantificati in precedenza. Il crollo del numero di buste paga a gennaio è stato infatti rivisto al rialzo, da 598 a 655mila, mentre quello di dicembre passa da 577 a 681mila, ovvero il maggior calo dall'ottobre del 1949.

4,4 MILIONI DI POSTI - L'economia statunitense ha quindi perso in totale 4,4 milioni di posti di lavoro, da quando è iniziata la recessione nel dicembre 2007, il peggior crollo dal dopoguerra. Nel settore manifatturiero il numero di buste paga è diminuito di 168mila unità; a gennaio il calo era stato di 207mila. Gli economisti si attendevano invece una contrazione di 200mila unità. Le imprese dei servizi, che includono banche, assicurazioni e ristoranti, hanno perso 375mila posti di lavoro dopo i 276mila di gennaio. E le società finanziarie hanno tagliato 44mila posizioni dopo le 52mila del mese precedente. Sempre in febbraio, infine, le richieste per bancarotta sono aumentate del 37% a oltre 130mila unità.

06 marzo 2009

REPUBBLICA

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2009-03-6

I l presidente americano: "Persi 4,4 milioni di posti di lavoro"

"Abbiamo responsabilità di agire e lo faremo". Crolla la General Motors

Disoccupazione, allarme di Obama

"Non accetto questo futuro"

Disoccupazione, allarme di Obama "Non accetto questo futuro"

Barak Obama

NEW YORK - "Durante questa recessione sono stati persi 4,4 milioni di posti di lavoro. Una cifra sbalorditiva". Il presidente americano Barack Obama non gira intorno al problema. Alle devastanti conseguenze che la crisi sta avendo sull'economia a stelle e strisce. Solo a febbraio c'è stata una perdita di 651.000 posti di lavoro. Il tasso di disoccupazione è salito all'8,1%, ai massimi da 25 anni. "Questo Paese non ha mai risposto a una crisi facendo lo spettatore e sperando per il meglio, il governo deve continuare ad agire in modo coraggioso sull'economia" dice Obama in occasione della cerimonia di laurea di 25 reclute del dipartimento di polizia di Columbus in Ohio che verranno assunti grazie a uno dei tanti stanziamenti previsti dal suo piano di risanamento dell'economia da 787 miliardi di dollari.

Darsi da fare, dunque. E in fretta. "Abbiamo la responsabilità di agire ed è quello che faremo e non ripeteremo le stesse politiche che ci hanno portato in questa situazione", continua Obama. Che scandisce: "Non accetto un futuro di disoccupazione per questo paese".

Ma una nuova tegola sta per abbattersi sulla già debole economia americana. La General Motors affonda in Borsa dove cede quasi il 20% sulla scia delle indiscrezioni che prefigurano una possibile bancarotta. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, i dirigenti di Gm sarebbero più aperti all'idea di una ristrutturazione con il ricorso alla legge americana sul fallimento, a condizione che sia il governo a finanziarla.

(6 marzo 2009)

 

 

 

 

 

 

Tokyo nuova chiusura in calo, il Nikkei chiude al -3,50%. Negli Stati Uniti a febbraio andati in fumo 651mila posti di lavoro. La Casa Bianca: "Dati atroci"

Le Borse chiudono in rosso

Pizza Affari affossata dai bancari

Dopo una giornata altalenante New York gira in rosso ed è il segnale della ritirata: chiusure tutte negative, ma di poco oltre l'1%. Piazza Affari invece va a fondo trascinata giù dalle banche: Mibtel -3,87%, S&P -4,64%

di LUCA PAGNI

Le Borse chiudono in rosso Pizza Affari affossata dai bancari

MILANO - Un ennesimo venerdì nero per la Borsa italiana, la peggiore tra quelle del Vecchio continente: un nuovo tracollo causato in particolare dal tonfo dei bancari. Tra gli operatori c'è il timore che gli istituti di credito del nostro paese non abbiano ancora portato allo scoperto tutte le loro esposizioni sui titoli "tossici". E nel dubbio si continua a vendere a piene mani.

Per un attimo, ma solo per un attimo, a Piazza Affari si è sperato che Wall Street potesse riportare il sorriso. Dopo l'apertura della Borsa di New York con un rimbalzo superiore al 2%, anche Milano ha ripreso fiato. Ma è durato poco. E non appena Wall Street è tornata in rosso, anche la Borsa italiana ha imboccato la discesa. A fine seduta l'indice Mibtel ha così perso il 3,87% e lo S&P/Mib il 4,64%. Delle altre piazze, Madrid ha ceduto l'1,64%, Parigi l'1,30%, Zurigo l'1,28%, Francoforte lo 0,65%, Amsterdam lo 0,51% e Londra lo 0,13%. Wall Street invece ha poi chiuso contrastata, con il Dow Jones in rialzo dello 0,59% e il Nasdaq in calo dello 0,44%.

A Piazza Affari, in caduta libera le banche, con Unicredit crollata di oltre il 10%, Banco Popolare e Ubi Banca con cali attorno all'8%, seguite da Intesa Sanpaolo (-7,4%).

Tra le altre blue chip, Eni ha segnato un calo del 2,3%: la possibilità che la società riduca il dividendo pesa sull'andamento del titolo. Lottomatica, invece, è cresciuta del 6,4% dopo la diffusione dei dati trimestrali. Utility positive in Europa e anche a Milano: Snam 1%, A2A 0,3%, Edison 3,9%. In controtendenza Enel -3% sulla possibilità che l'aumento di capitale della società sia di 8 miliardi di euro, oltre le attese del mercato. Rialzo dell'1,3% per Fiat, in linea con tutto il comparto europeo. Telecom ha perso l'1,4%.

(6 marzo 2009)

 

 

L'UNITA'

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2009-03-06

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

il SOLE 24 ORE

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2009-03-07

Wall Street recupera nel finale.

Altra batosta per Piazza Affari

6 marzo 2009

AGGIORNAMENTO ORE 22.30

Wall Street recupera terreno e chiude contrastata una seduta all'insegna della volatilità. Un colpo di coda arrivato negli ultimi minuti di contratazioni ha fatto segnare al Dow Jones un rialzo dello 0,49% (fino a pochi minuti prima cedeva oltre l'1%). Resta invece negativo il Nasdaq (-0,44%), appesantito dal taglio delle stime sugli utili di Apple da parte di JpMorgan. Appena sopra la parità l'S&P500 (+0,12%). Da segnalare il nuovo tonfo di General Motors (-21,51%), su timori di una possibile bancarotta. Gli occhi dei big di Detroit ora sono tutti puntati sulla Casa Bianca, dove il presidente Obama ha convocato un vertice proprio sulla crisi dell'auto. Sull'andamento del titoloGm si segnala poi il nulla di fatto emerso dall'incontro in cui i vertici della controllata Opel e il governo tedesco avrebbero dovuto discutere di aiuti all'azienda. Per l'azienda ora si ventila addirittura l'ipotesi insolvenza.

Il dato sulla disoccupazione negli Usa (all'8,1%) pur se in linea con le aspettative, ha certificato la dura realtà della recessione: dall'inizio della crisi 4,4 milioni persone hanno perso il lavoro (651 mila solo a febbraio). E la locomotiva economica americana, dicono gli economisti, dovrà aspettare fino alla fine dell'anno, per iniziare a sentire gli effetti del piano Obama da 787 miliarsi di dollari.

Pessima giornata a Piazza Affari. Il Mibtel, dopo il -5,4 di giovedì, ha chiuso in calo del 3,87% a 10.740 punti, lo S&P/Mib (-5,8 ieri) ha perso il 4,64% a 12.895 punti mentre l'All Stars è arretrato del 2,56% a 7.184 punti.

Pesante il bilancio della settimana: il nostro mercato accusa una minusvalenza del 15,62% sul S&P/Mib, mentre l'indice generale di mercato, il Mibtel, perde il 14,26 per cento. Giù anche il Midex (-12,68%) e l'All Stars (-8,83%). A sole nove settimane dall'inizio dell'anno il paniere milanese delle blue chip ha visto andare in fumo poco meno del 34% del valore, contro il 25% del Dow Jones, il 20% del Ftse100 (Londra) e il 23% del Dax30.

Finale in calo (intorno all'1%) anche per le altre piazze finanziarie europee: tra le principali, a Francoforte il Dax ha chiuso a -0,79%, a Parigi il Cac40 a -1,37%, mentre l'Ftse100 è rimasto invariato (+0,02%). I mercati hanno pagato le nuove incertezze sull'economia con la disoccupazione americana salita ai massimi da 25 anni. A Milano hanno giocato anche i rumor sul rischio Paese Italia.

Le azioni ordinarie Tiscali sono state sospese dalle contrattazioni per la seduta after hours in attesa di un comunicato, poi puntualmente arrivato: fallite le trattative per la cessione delle attività britanniche alla BSkyB di Rupert Murdoch. Il board ha quindi valutato la necessità di predisporre un nuovo piano industriale e un piano finanziario per ristrutturare l'indebitamento e garantire l'equilibrio finanziario. Per avere il tempo necessario a varare i piani, Tiscali intende chiedere alle banche "di concedere un periodo di sospensione dei pagamenti di interessi, quote capitali e dei covenant finanziari".

Tornando alle performance di Borsa, va detto che il listino è stato zavorrato, una volta di più, dai titoli finanziari. Tra i bancari, alla guida dei ribassi UniCredit (-10,4%), Intesa Sanpaolo (-7,4%), Ubi Banca (-8,02%), Mps (-4,64%) e il Banco Popolare (-8,67%). In sofferenza anche Generali (-5,87% a 10,43): il titolo ha toccato i minimi da oltre 15 anni (fine dicembre 1992) e in corso di seduta è sceso fino alla soglia dei 10 euro. Male anche gli energetici con Eni (-5,75 a 12,3 euro%) ed Enel (-4,49% a 3,45). Tra i pochi segni più Lottomatica (+6,71% a 13,5 euro), miglior titolo del listino, e Fiat (+0,25% a 3,94). Italcementi (+2,57% a 7,19) a mercati chiusi ha comunicato i risultati: -55,6% a 272 mln utile netto 2008, -3,8% i ricavi.

Quanto alle altre Borse continentali, a Londra a picco Wolseley (-15,1%) dopo l'annuncio di un aumento di capitale da un miliardo di sterline, seguita da Aviva (-14%), ancora in forte perdita dopo i conti 2008, e Bt (-11,1%). In rialzo, invece, le materie prime, alcuni bancari come Lloyds banking (+4,2%) e i petroliferi con Tullow Oil (+3,5%). A Francoforte tracollo per Infineon (-14,5%) sulla debolezza del comparto dei chip, seguita da Hypo re (-10,8%), Deutsche Post (-3,1%) e Bayer (-3%). In controtendenza il comparto automotive con Bmw (+2,6%) e Daimler (+2,1%). A Parigi finanziari in sofferenza. Pesanti anche Alcatel-Lucent (-7,1%) e Cap Gemini (-6,6%), in rialzo Saint Gobain (+4,1%) e Veolia (+3,5%).

6 marzo 2009

 

 

 

 

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2009-02-01

 

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2009-02-01

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